sabato 31 marzo 2012

PAVILLON LD

Insomma ieri sera sono andato a fare il servizio al pavillon LD, giusto dietro gli C.E., di fronte al PP. Come dire, se non proprio nel cuore di Parigi, nell'aorta.


Non so com'è, ho passato tutta la giornata in ansia, poi una volta lì e la macchina in mano, mi è passato tutto ma un attimo prima di uscire dall'ufficio avevo ancora la sciolta. 


Sto posto è roba di alta classe, neanche a dirlo. Per la precisione è un casinò. O meglio, non so se sia un casinò di solito o se ne avevano messo uno solo per la serata, fatto sta che dentro c'erano tavoli da gioco.


Prima sorpresa: il cliente committente è una delle principali aziende concorrenti di MEE, dove lavoro io. Devo dargliene atto, la serata, organizzata nell'ambito della presentazione della nuova PAC con i principali installatori, l'hanno studiata bene. In pratica ad ognuno era stato dato una specie di assegno da 1000 euro da giocarsi sui tavoli. Con quanto vinto poi potevano partecipare a un'asta con degli oggetti onestamente di pregio.


Io mi sono occupato all'inizio di fare delle foto delle coppie su una poltrona messa vicino al buffer, troppo vicino al buffet e infatti ho preso un sacco di gomitate dai camerieri.
Molta gente ha detto sì, altrettanta ha detto no. Ha avuto torto chi ha detto no perché le foto son venute bene, o almeno credo. C'era poca luce, temo che dovrò fare parecchi ritocchi ma nel complesso sono piuttosto soddisfatto del risultato.
Poi mi son dovuto occupare delle foto durante il gioco, poi delle foto dei tavoli, poi delle foto durante l'asta e infine del compleanno di un asino. Ah, a proposito, che cazzo di cafoni. Figa: zero. Zoccole: a naso direi diverse. Mi è piaciuta la storia che dovevo fare attenzione a chi fotografavo perché molti non erano venuti con le mogli ma con qualche altra donnaccia, più o meno a pagamento.


Tra una cosa e l'altra abbiamo cenato con la roba data ai clienti. Ecco, io da 'ste serate ci tiro su davvero quattro soldini, una miseria, ma cazzo di budda come mangio bene! Ieri il menù prevedeva: schiena di salmone leggermente affumicato, tagliata in tranci spessi due dita, accompagnati da crème fraiche fouettée à l'aneth; fette di fegato d'oca in padella con una salsa al carciofo; lingua con una salsa ai cetriolini accompagnate da una specie di involtino primavera cotto e con l'esterno fatto di cavolo di bruxelles e un parallelepipedo di cioccolato: esterno cioccolato fondente, interno tipo tartufo con pezzetti di nocciola e frutta candita.
Tutto strabuonissimo, e infatti ho goduto tipo bbestia.


Ritorno a casa al pelo ma ne è valsa la pena. Spero che riprendano a chiamarmi.

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