Ieri mattina mi alzo e tac! Dieci centimetri di neve. Ora, qui non è Torino (o almeno, non è la Torino che conoscevo io). Dieci centimetri di neve alle otto del mattina sono dieci centimetri di ghiaccio alle sei di sera. Avevo un appuntamento con una tipa alle 11: même pas la peine. L'ho chiamata e le ho chiesto di rinviare di una settimana.
Però nel frattempo rimaneva in programma la festa di compleanno della sera. Uff...
Bom.
Tipo alle 11 mi chiama il padre, mi dice che ha avuto qualche problema di rete e che non ha sentito i miei messaggi. Io gli avevo giustamente detto che per un'ora di più di lavoro volevo un'ora in più di soldi. Mi dà appuntamento alle 7 a casa sua. Io gli dico che a me sta bene ma gli ricordo che mi deve dare 80€ in più. Lui mi dice "80€ per un'ora di lavoro mi sembra caro." e io gli ho detto "A dire la verità per un'ora di lavoro a -10° mi sembra persino poco."
Conclusione, ritorniamo all'appuntamento alle otto davanti al centro esposizioni di Porte Maillot.
Tenendo conto dello stato delle strade son partito in anticipo e poi ho preso la A14. Per arrivare all'autostrada è un po' una pista di pattinaggio ma da lì in poi è ben pulito e ci mancherebbe: per venti minuti di strada caccio 8 euro. Ziocane. Poi dice che io sono caro.
Arrivo per le otto spaccate. Trovo un parcheggio scandalosamente pratico (e in sosta vietata) poi vado davanti al centro esposizione: nessuno. Ok. Fa un freddo canino e anche un po' gattino e mi scappa da pisciare. Non sono mai entrato nel Palais des congrès. Entro e scopro che a dispetto del nome è anche, se non soprattutto, un centro commerciale, anche piuttosto bello. Vago alla ricerca di un cesso. Cartelli che ti fanno girare in tondo. Vescica pienozza. Bisogna scendere nell'interrato. Giro giro alla fine trovo la porta: chiusa. Ziocane.
Torno su, si son fatte le 8 e un quarto. Esco, son dal lato sbagliato. Rientro dentro, attraverso tutto ed esco dall'altro lato: manco questo è quello giusto. Allora cerco un angolo al buio e faccio pipì e vafangul.
Rientro rifaccio il giro, arrivo davanti che sono le otto e mezza e non c'è anima viva. Chiamo mister e gli dico: oh, dove siete? Son dall'altra parte della piazza. E cazzo, mandarmi un sms?
Faccio il giro di Porte Maillot, che è enorme. Il pullman è esattamente dal lato opposto. Arrivo, mi presento alla porta e mi trovo davanti un omone enorme, tipo buttafuori russo esattamente delle stesse dimensioni della porta del pullman, che mi chiede che cazzo voglio. Gli dico che sono il fotografo. Lui mi guarda come se avessi una merda al posto del cappello. Entra dentro per chiedere informazioni. Finalmente arriva mister che dice: "Pensavamo che non venissi più."
"Eh, ma l'appuntamento era da un'altra parte."
Bom, lasciamo perdere. Ci mette una buona parola e finisce lì.
Salgo sul pullman e partiamo.
Il pullman è proprio un pullman di linea a cui hanno tolto i sedili, messo una cabina per i dj, messo qualche pannello brillante, dei proiettori di luce e bon, ma per il resto è un pullman con tanto di tubi per tenersi.
Diciamo subito che mi sbaglio di tipa: quella che credo essere la festeggiata temo che in realtà sia la sorella. Nota per la prossima volta: chiedere chi è la festeggiata prima di partire.
Secondo problema: se escludiamo che ha le ruote e i tubi per tenersi è una discoteca in tutto e per tutto, quindi buia. L'autofocus rema paiura e non vedo cosa fotografo. La musica è a palla, meno male che ho i miei tappi ma quando passo vicino alle casse sento i gravi che mi mischiano gli organi interni.
Girano panini, niente di speciale. Fa caldo e sti ragazzini sudano e puzzano come asini. Poi qualcuno apre un finestrino e di colpo fa fresco.
Dopo circa un quarto d'ora guardo fuori dal finestrino: avremo percorso ottocento metri, non siamo manco ancora arrivati all'arco di trionfo!!! Oggesù. Beh, almeno non soffro il mal d'auto.
Guardo un po' in giro. I ragazzini lo vedi che hanno dodici anni. Le ragazzine un po' meno. Ci credo son vestite come zoccolette, minigonna e doc martens. Cazzo di budda. Penso al giorno che P. mi si presenterà così davanti prima di uscire, truccatissima in microgonna e anfibi e mi prende male.
A naso direi che è gente coi picci. Gente di Neully e dintorni. Diversi arabi, un ebreo col zuccotto sicuro, altri molto probabili.
Davanti alla porta d'uscita la maggior parte dei ragazzini, stracarichi di Red Bull, saltano come se avessero tutti una cavalletta nella schiena. In un angolo poco oltre un gruppetto di ragazzine passa tutta la serata a mandare sms.
Dietro, i più grandicelli si imboscano appena il pullman si mette in (poco) movimento. A metà strada il diggei mette dischi scazzato. Sembra che stia lavando i piatti. Davanti, dietro la cabina di guida, il buttafuori guarda nel vuoto.
A un certo punto il pullman si ferma. Siamo di nuovo a Porte Maillot. Bene, dico. Bene un cazzo. Pausa "clop". E metà pullman si svuota. Dodici anni eh? Faccio due parole col dj, dice che è un posto di merda per suonare, che c'è un suono tremendo anche perché non è strutturato come una discoteca, con quei tubi e tutto il resto.
I ragazzini si fermano e si mostrano i telefonini. Hanno dei blackberry e altri aggeggi che io che lavoro da 21 anni non mi posso permettere.
Poi si riparte.
A dire la verità non c'è più granché da raccontare. Faccio foto un po' a caso.
A un certo punto guardo fuori, la madeleine. Faccio altre foto poi altre foto poi altre foto. Dopo un quarto d'ora guardo fuori: concorde. Tra l'altro riesco a prendere qualche foto carina qui e lì tra cui una della Tour Eiffel che mi è sembrata decente. Inizio a essere stanco.
Mi avvicino al gruppetto di imboscati al fondo del pullman e uno dei ganzi mi fa: "Ehi signore, li ha già assaggiati i dolci sul tavolino lì in fondo?"
Traduzione: "Togliti dai coglioni, vecchio, te e quel cazzo di barattolo che hai attaccato al collo."
Purtroppo avevo volontariamente lasciato a casa il 200mm, preferendo un più efficace ma ahimé meno discreto 85mm apertura f/1.8 e così mi sono fatto sgamare.
Finalmente la festeggiata si fa sotto e si fa fare le foto con i suoi amici. Foto foto foto. Boh.
Arriviamo, l'amico fritz mi dà un anticipo ridicolo. Zompo in macchina, A14, in 17 minuti d'orologio sono a casa. 5€80 ma ben spesi.
Nessun commento:
Posta un commento